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Bando NIDI Puglia 2026: altri 12 milioni per nuove imprese. Come ottenere le agevolazioni per avviare la tua attività

4 ott
Tempo di lettura: 6 min

La Regione Puglia rifinanzia NIDI con ulteriori 12 milioni di euro. La dotazione complessiva sale a 95,5 milioni e si punta a sostenere almeno altre 150 imprese. Ecco come funziona il bando, chi può accedere e quali opportunità offre a chi vuole avviare una nuova attività in Puglia.


Hai un’idea imprenditoriale e vorresti trasformarla in un’attività concreta? Stai pensando di aprire un negozio, un laboratorio artigianale, un’attività turistica o un’impresa di servizi, ma non sai come finanziare l’investimento iniziale?


Il bando NIDI – Nuove Iniziative d’Impresa della Regione Puglia rappresenta una delle opportunità da valutare per chi vuole avviare una nuova attività imprenditoriale, grazie a un mix di contributi a fondo perduto e finanziamenti rimborsabili a tasso zero.

Una novità importante è arrivata il 2 ottobre 2026: la Regione Puglia ha approvato un ulteriore stanziamento di 12 milioni di euro, portando le risorse complessive disponibili da 83,5 a 95,5 milioni di euro.

Secondo le stime regionali, il nuovo stanziamento consentirà di sostenere almeno altre 150 imprese.

Un’occasione importante per chi, anche nel Salento, sta valutando di mettersi in proprio.

NIDI Puglia: cosa prevede il bando

NIDI è uno strumento regionale gestito da Puglia Sviluppo, pensato per favorire la nascita di nuove microimprese e sostenere l’autoimpiego.

La misura si rivolge in particolare a persone che incontrano maggiori difficoltà nell’accesso al mercato del lavoro, con una particolare attenzione ai giovani e alle donne.

Il meccanismo di finanziamento è interessante perché combina due diverse forme di agevolazione:

  • Contributo a fondo perduto, che non deve essere restituito.

  • Prestito rimborsabile a tasso zero, che consente di finanziare la parte restante dell’investimento.

Per alcune imprese giovanili e femminili che rispettano le condizioni previste, una parte del prestito può successivamente trasformarsi in un ulteriore contributo a fondo perduto.

L’obiettivo è ridurre il peso finanziario dell’investimento iniziale e favorire la nascita di nuove attività economicamente sostenibili.

Quanto finanzia NIDI? Investimenti fino a 150.000 euro

Il bando NIDI consente di presentare programmi di investimento ammissibili compresi tra:

  • 10.000 euro

  • 150.000 euro

L’agevolazione ordinaria è strutturata, in linea generale, secondo questa ripartizione:

Componente

Percentuale

Contributo a fondo perduto 50%


Prestito rimborsabile 50%


Per le imprese giovanili e femminili che rispettano le condizioni di corretta rendicontazione e restituzione del finanziamento, è prevista la possibilità di trasformare in fondo perduto metà del prestito.

Questo significa che il sostegno complessivo può diventare particolarmente vantaggioso, ma è importante distinguere tra l’agevolazione iniziale e l’eventuale contributo aggiuntivo che matura successivamente.

Esempio: investimento di 100.000 euro

Immaginiamo un progetto di avvio d’impresa con un investimento ammissibile di 100.000 euro.

In via esemplificativa, la struttura iniziale dell’agevolazione potrebbe essere:

  • 50.000 euro di contributo a fondo perduto;

  • 50.000 euro di prestito rimborsabile a tasso zero.

Se l’impresa rientra nelle categorie che possono beneficiare della conversione e rispetta tutte le condizioni previste, 25.000 euro del prestito potrebbero successivamente trasformarsi in contributo.

L’importo effettivo dell’agevolazione dipende comunque dalla tipologia di impresa, dalle regole applicabili e dalle spese riconosciute ammissibili.

Chi può accedere al bando NIDI?

NIDI è rivolto a specifiche categorie di nuove iniziative imprenditoriali, tra cui:

  • Imprese giovanili, caratterizzate dalla presenza di giovani secondo i requisiti previsti dall’Avviso.

  • Imprese femminili, con una compagine e una struttura di partecipazione conformi alle condizioni della misura.

  • Nuove imprese, costituite da soggetti che incontrano particolari difficoltà nell’accesso al mercato del lavoro.

  • Imprese del settore turistico, nel rispetto dei requisiti e delle condizioni specifiche previste.

La misura richiede, in ogni caso, che almeno il 50% della compagine sociale sia composto da soggetti appartenenti alle categorie ammesse secondo le regole applicabili.

Non basta quindi avere un’idea imprenditoriale o voler aprire una partita IVA: è fondamentale verificare preventivamente la propria situazione personale, la composizione societaria e le condizioni di accesso.

Quali attività si possono avviare?

Uno degli aspetti più interessanti di NIDI è la possibilità di sostenere iniziative imprenditoriali in diversi settori.

A titolo esemplificativo, tra i progetti che un aspirante imprenditore potrebbe valutare rientrano:

Commercio

  • apertura di un negozio specializzato;

  • attività commerciali di prossimità;

  • commercio di prodotti tipici e locali.

Artigianato e produzione

  • laboratori artigianali;

  • attività di produzione e trasformazione;

  • piccole attività manifatturiere.

Servizi

  • servizi alle imprese;

  • attività di cura della persona;

  • servizi digitali e tecnologici;

  • attività professionali e specialistiche, ove ammesse.

Turismo e ospitalità

  • servizi turistici;

  • attività ricettive ammissibili;

  • iniziative connesse alla valorizzazione del territorio.

Ogni progetto deve comunque essere verificato rispetto ai codici di attività, alle esclusioni e alle condizioni stabilite dall’Avviso vigente.

Quali spese si possono finanziare?

La corretta individuazione degli investimenti è uno dei passaggi fondamentali per costruire un progetto finanziabile.

In funzione della tipologia di attività e delle disposizioni applicabili, il programma può comprendere spese relative a:

  • macchinari e attrezzature;

  • impianti;

  • arredi e beni strumentali;

  • interventi e opere ammissibili;

  • software e dotazioni tecnologiche;

  • altre spese di investimento previste dall’Avviso.

NIDI prevede inoltre un ulteriore sostegno per alcune spese di gestione dei primi mesi di attività.

È importante non confondere le spese necessarie per avviare un’impresa con quelle effettivamente ammesse dal bando. La verifica deve essere effettuata voce per voce, prima di assumere impegni economici.

NIDI rifinanziato: cosa cambia per chi vuole aprire un’impresa?

Il nuovo stanziamento di 12 milioni di euro è stato approvato per rispondere al fabbisogno finanziario legato alle domande presentate e assicurare continuità alla misura.

La dotazione complessiva passa quindi a 95,5 milioni di euro.

La Regione stima che le nuove risorse possano sostenere almeno altre 150 imprese, confermando l’importanza di NIDI nel sistema regionale degli incentivi per la creazione d’impresa.

Un dato significativo riguarda l’imprenditoria femminile: secondo i dati diffusi dalla Regione, il 60,2% delle imprese finanziate attraverso NIDI è costituito da donne.

Il rifinanziamento rappresenta dunque un segnale positivo per chi sta valutando un nuovo progetto imprenditoriale.

Attenzione, però: l’incremento delle risorse non equivale a una garanzia di finanziamento per tutte le nuove domande. La disponibilità effettiva, le modalità di presentazione e le condizioni operative devono essere verificate attraverso gli aggiornamenti ufficiali di Puglia Sviluppo.


Come prepararsi per presentare una domanda NIDI

Ottenere un’agevolazione non significa semplicemente compilare un modulo.

Un progetto di impresa deve essere costruito con attenzione, partendo da un’analisi realistica delle risorse necessarie e delle prospettive economiche dell’attività.

Prima di presentare la domanda, è opportuno:

1. Verificare i requisiti di accesso

Analizzare età, condizione lavorativa, composizione della compagine sociale, forma giuridica e caratteristiche dell’iniziativa.

2. Definire il progetto imprenditoriale

Individuare l’attività da avviare, il mercato di riferimento, i clienti potenziali e gli elementi che possono renderla competitiva.

3. Costruire il piano degli investimenti

Definire con precisione quali beni e servizi sono necessari, i relativi costi e la loro ammissibilità.

4. Elaborare un business plan

Stimare ricavi, costi, margini, fabbisogno finanziario e flussi di cassa. Un piano economico-finanziario realistico permette di valutare se l’attività potrà sostenersi nel tempo.

5. Pianificare la gestione finanziaria

Anche in presenza di un contributo a fondo perduto, l’avvio di un’impresa comporta impegni economici e fabbisogni di liquidità. Occorre quindi valutare attentamente la quota di finanziamento da restituire e le risorse necessarie per la gestione.

NIDI o Resto al Sud 2.0? Quale incentivo scegliere?

Chi vuole avviare un’impresa in Puglia può trovarsi a valutare più strumenti agevolativi.

Tra questi, NIDI e Resto al Sud 2.0 sono due misure che possono risultare interessanti, ma presentano caratteristiche differenti.

NIDI si rivolge a specifiche categorie di nuove iniziative imprenditoriali e sostiene investimenti da 10.000 a 150.000 euro attraverso un mix di contributo e prestito rimborsabile.

Resto al Sud 2.0 è destinato ai giovani tra i 18 anni compiuti e i 35 non ancora compiuti che possiedono le condizioni soggettive richieste. Prevede voucher a fondo perduto fino a 40.000 euro, elevabili a 50.000 euro, oppure contributi del 75% e del 70% per determinati programmi di investimento.

La scelta dipende da diversi elementi:

  • età e condizione lavorativa;

  • tipologia di attività;

  • importo dell’investimento;

  • spese previste;

  • forma giuridica;

  • condizioni di accesso;

  • sostenibilità economico-finanziaria.

Non esiste un incentivo migliore in assoluto. La soluzione più conveniente è quella coerente con il progetto e con il profilo del beneficiario.

Studio Anchora: trasformare un’idea in un progetto finanziabile

Aprire una nuova attività è una scelta importante. Prima di investire risorse personali e assumere impegni economici, è fondamentale capire se il progetto è sostenibile e quali strumenti possono agevolarne la realizzazione.


Studio Anchora affianca aspiranti imprenditori e nuove imprese nella valutazione delle opportunità di finanza agevolata, nella costruzione del business plan e nella pianificazione economico-finanziaria.

Il nostro obiettivo non è soltanto individuare un bando, ma aiutarti a capire se la tua idea può diventare un’impresa solida e sostenibile.

Se stai pensando di aprire un’attività a Galatina, Lecce o in un altro comune del Salento, possiamo aiutarti a valutare i requisiti di accesso a NIDI e le alternative disponibili.

Hai un’idea imprenditoriale? Verifica gratuitamente le opportunità di finanziamento per il tuo progetto.



 
 
 

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