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Quando assumere un dipendente? Come capire se la tua azienda può permettersi una nuova assunzione

Crescere significa anche investire nelle persone

Per una piccola impresa, assumere un nuovo dipendente è una delle decisioni più importanti.

Una nuova risorsa può aumentare la capacità produttiva, migliorare il servizio ai clienti e permettere all’imprenditore di dedicarsi maggiormente alle attività strategiche.

Ma comporta anche un costo fisso e un impegno finanziario che l’azienda dovrà sostenere nel tempo.

Per questo la domanda corretta non è semplicemente:

“Quanto mi costa assumere una persona?”

La domanda è:

“La mia azienda può sostenere questa assunzione e trasformarla in un investimento redditizio?”


Il costo di un dipendente non è solo lo stipendio

Quando si valuta una nuova assunzione, bisogna considerare il costo aziendale complessivo.

Oltre alla retribuzione lorda occorre considerare, in funzione del contratto e della situazione concreta:

  • contributi previdenziali;

  • assicurazione;

  • TFR;

  • mensilità aggiuntive;

  • eventuali benefit;

  • formazione;

  • costi di inserimento;

  • strumenti e attrezzature;

  • spazi di lavoro.

Inoltre, nei primi mesi la nuova risorsa potrebbe non raggiungere immediatamente la produttività attesa.

Per questo una corretta valutazione dovrebbe considerare almeno i primi 12-24 mesi.


Fatturato aggiuntivo e costo del personale non sono sufficienti

Immaginiamo che un’impresa stia valutando l’assunzione di una persona per supportare l’area commerciale.

L’obiettivo è generare 100.000 euro di fatturato aggiuntivo.

Sembra un ottimo risultato.

Ma quanto margine genera realmente quel fatturato?

Se il margine di contribuzione è del 20%, i 100.000 euro di nuove vendite generano 20.000 euro di margine.

Se il costo complessivo della nuova risorsa è superiore a questo importo, l’assunzione potrebbe non essere economicamente sostenibile.

Ecco perché non bisogna valutare una nuova assunzione soltanto in termini di fatturato.

Bisogna analizzare la marginalità.


Le quattro domande da porsi prima di assumere

1. Perché voglio assumere?

La necessità nasce da:

  • aumento degli ordini;

  • difficoltà a gestire il lavoro;

  • apertura di un nuovo mercato;

  • sostituzione di una risorsa;

  • necessità di delegare attività operative;

  • esigenza di sviluppare una nuova funzione aziendale?

Definire il motivo dell’assunzione è il primo passo.


2. Quale risultato deve produrre la nuova risorsa?

Una posizione dovrebbe avere obiettivi chiari e misurabili.

Ad esempio:

  • numero di clienti acquisiti;

  • produzione;

  • fatturato generato;

  • margine;

  • ore produttive;

  • riduzione dei tempi di lavorazione;

  • riduzione degli errori.

Questi obiettivi diventano veri e propri KPI.


3. Quanto costa realmente?

Bisogna costruire una previsione del costo complessivo e inserirla nel budget aziendale.

Non basta guardare il costo mensile.

È necessario valutare l’impatto sull’intero esercizio e sugli anni successivi.


4. Come cambierà la liquidità?

Questa è spesso la domanda più sottovalutata.

Lo stipendio e gli oneri collegati rappresentano infatti un’uscita ricorrente.

L’impresa deve quindi verificare se i flussi di cassa previsti saranno sufficienti a sostenere il nuovo costo anche nei mesi più difficili.


Il budget può dirti se puoi permetterti un’assunzione

Un budget economico-finanziario permette di simulare l’impatto della nuova assunzione.

È possibile costruire almeno due scenari:

Scenario A – senza assunzione

Come evolvono ricavi, costi, utile e liquidità?

Scenario B – con assunzione

Come cambiano gli stessi indicatori dopo l’inserimento della nuova risorsa?

Il confronto permette di capire se l’assunzione:

  • aumenta la redditività;

  • riduce temporaneamente i margini ma crea le condizioni per crescere;

  • genera un fabbisogno finanziario;

  • oppure non è ancora sostenibile.


Il punto di pareggio dell’assunzione

Un altro strumento utile è il break-even point.

In sostanza possiamo chiederci:

Quanto fatturato aggiuntivo deve generare la nuova risorsa per coprire il suo costo?

La risposta dipende dal margine generato dalle vendite.

Più basso è il margine, maggiore sarà il fatturato necessario per raggiungere il punto di pareggio.

Questo ragionamento è particolarmente importante nelle PMI, dove anche una singola assunzione può incidere significativamente sulla struttura dei costi.


Non tutte le assunzioni devono generare direttamente fatturato

Attenzione però a un errore opposto.

Non tutte le persone devono necessariamente produrre ricavi direttamente.

Un dipendente amministrativo, un responsabile operativo o una figura dedicata alla digitalizzazione possono creare valore anche attraverso:

  • maggiore efficienza;

  • riduzione degli errori;

  • riduzione dei tempi;

  • miglioramento del servizio;

  • maggiore capacità organizzativa;

  • liberazione del tempo dell’imprenditore.

Il beneficio deve quindi essere valutato anche in termini strategici e organizzativi.


Quando l’assunzione diventa un investimento

Una nuova risorsa può essere considerata un vero investimento quando consente all’impresa di aumentare la propria capacità futura.

Ad esempio:

un imprenditore dedica oggi gran parte del proprio tempo alle attività operative.

Inserendo una figura qualificata, può delegare queste attività e concentrarsi su:

  • sviluppo commerciale;

  • nuovi clienti;

  • nuovi prodotti;

  • partnership;

  • investimenti;

  • strategia.

In questo caso il valore dell’assunzione non si misura soltanto nel fatturato immediato.

Si misura nella capacità dell’impresa di crescere.


Assumere oppure esternalizzare?

Prima di assumere può essere utile valutare anche alternative come:

  • outsourcing;

  • consulenza specialistica;

  • collaborazioni;

  • automazione;

  • software;

  • Intelligenza Artificiale.

La scelta dipende dalla natura dell’attività e dalla necessità di avere una competenza interna stabile.

L’obiettivo non è ridurre il costo a tutti i costi, ma individuare la soluzione che crea il maggiore valore per l’impresa.


La decisione deve essere inserita nella strategia aziendale

Una nuova assunzione non dovrebbe essere una decisione isolata.

Dovrebbe essere coerente con il piano di crescita dell’impresa.

Se l’obiettivo è passare da 1 a 2 milioni di euro di fatturato, ad esempio, occorre chiedersi:

  • quale struttura organizzativa sarà necessaria?

  • quali competenze mancano?

  • quali processi devono essere modificati?

  • quali investimenti saranno necessari?

  • quale sarà il fabbisogno finanziario?

In questo modo l’assunzione diventa parte di un percorso strategico, non semplicemente una risposta a un problema operativo.


Come può aiutarti Studio Anchora

In Studio Anchora supportiamo le PMI nelle decisioni che riguardano la crescita dell’impresa.

Attraverso consulenza direzionale, controllo di gestione e pianificazione economico-finanziaria possiamo simulare l’impatto di una nuova assunzione su:

  • redditività;

  • costi;

  • margini;

  • cash flow;

  • liquidità;

  • fabbisogno finanziario.

L’obiettivo è aiutare l’imprenditore a prendere decisioni basate sui numeri, senza rinunciare alla visione strategica.

Stai pensando di assumere?

Prima di firmare un contratto, possiamo costruire insieme una simulazione economico-finanziaria dell’operazione e verificare la sostenibilità della scelta.

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