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Quanto puoi investire nella tua azienda senza mettere a rischio la liquidità?

Un investimento può far crescere l’impresa. Ma può anche metterne sotto pressione la liquidità.

Acquistare un nuovo macchinario, aprire una nuova sede, assumere personale o investire nella digitalizzazione sono decisioni che possono accelerare la crescita di un’impresa.

Ma prima di investire c’è una domanda che ogni imprenditore dovrebbe porsi:

“Posso permettermi questo investimento senza mettere a rischio la liquidità della mia azienda?”

La risposta non si trova semplicemente guardando il saldo del conto corrente.

Un’azienda può avere 100.000 euro in banca oggi e non avere la capacità finanziaria di sostenere un investimento di 50.000 euro.

Il motivo è che la liquidità disponibile oggi non coincide necessariamente con la liquidità che sarà disponibile nei prossimi mesi.

Per questo, prima di effettuare un investimento importante, è fondamentale costruire una corretta pianificazione finanziaria.


Fatturato, utile e liquidità: tre cose diverse

Uno degli errori più frequenti nelle PMI è confondere questi tre concetti.


Il fatturato

Indica quanto l’azienda vende.


L’utile

Indica quanto rimane dopo aver sostenuto i costi secondo il principio della competenza economica.


La liquidità

Indica quanto denaro è effettivamente disponibile per pagare fornitori, dipendenti, imposte, finanziamenti e investimenti.


Un’impresa può quindi essere:

in utile ma senza liquidità.

È una situazione tutt’altro che rara, soprattutto nelle aziende che vendono con pagamento a 60, 90 o 120 giorni.


Il problema della crescita: vendere di più può consumare liquidità

Sembra un paradosso, ma crescere può creare un fabbisogno finanziario.

Immaginiamo un’azienda che passa da 1 a 1,5 milioni di euro di fatturato.

Il risultato sembra positivo.

Ma per sostenere la crescita potrebbe essere necessario:

  • acquistare più materie prime;

  • aumentare le scorte;

  • assumere personale;

  • concedere maggiori dilazioni ai clienti;

  • aumentare gli acquisti dai fornitori;

  • investire in nuovi macchinari;

  • finanziare il capitale circolante.

Il risultato?

Il fatturato cresce, ma anche il fabbisogno finanziario.

Ecco perché una decisione di investimento dovrebbe essere valutata non soltanto in termini di redditività, ma anche di impatto sulla liquidità.


Quanto puoi investire realmente?

Non esiste una percentuale valida per tutte le aziende.

La capacità di investimento dipende da diversi fattori:

  • liquidità iniziale;

  • flussi di cassa previsti;

  • marginalità;

  • debiti finanziari;

  • tempi di incasso dei clienti;

  • tempi di pagamento dei fornitori;

  • investimenti già programmati;

  • stagionalità dell’attività;

  • capacità di generare cassa nei mesi successivi.

Per questo motivo il saldo del conto corrente non è sufficiente per prendere una decisione.

Serve una previsione finanziaria.


Il budget di tesoreria: lo strumento per decidere

Il budget di tesoreria permette di prevedere entrate e uscite future e di capire come evolverà la liquidità dell’impresa.

Una struttura semplice comprende:

  • saldo iniziale;

  • incassi previsti;

  • pagamenti previsti;

  • finanziamenti;

  • rate;

  • imposte e contributi;

  • investimenti;

  • saldo finale.

Il risultato è una vera e propria mappa della liquidità.

In questo modo l’imprenditore può vedere in anticipo se un investimento rischia di creare una tensione finanziaria.


Un esempio pratico

Immaginiamo una PMI con:

Liquidità attuale: 150.000 €

e un progetto di investimento da:

100.000 €

A prima vista potrebbe sembrare un investimento sostenibile.

Ma supponiamo che nei sei mesi successivi l’azienda debba affrontare:

  • 40.000 € di imposte e contributi;

  • 30.000 € di rate finanziarie;

  • 50.000 € di pagamenti ai fornitori;

  • 20.000 € di incremento del capitale circolante.

La disponibilità finanziaria necessaria non è più soltanto quella relativa all’investimento.

Il vero problema diventa capire quale sarà il punto minimo della liquidità nei mesi successivi.

È questo il dato che dovrebbe guidare la decisione.


Non bisogna rinunciare all’investimento: bisogna finanziarlo correttamente

Quando un investimento è strategicamente conveniente, la soluzione non è necessariamente rinunciarvi.

È possibile valutare diverse alternative:

  • finanziamento bancario;

  • leasing;

  • finanziamento assistito dal Fondo di Garanzia;

  • finanziamenti agevolati;

  • contributi a fondo perduto;

  • strumenti di finanza agevolata;

  • utilizzo della liquidità aziendale.

La scelta dipende dalla natura dell’investimento e dalla situazione economico-finanziaria dell’impresa.

In alcuni casi può essere più conveniente utilizzare una parte della liquidità.

In altri può essere preferibile finanziare l’investimento e preservare la cassa per sostenere il capitale circolante.


Il vero errore? Investire senza fare un piano

Un investimento dovrebbe essere valutato almeno sotto quattro profili:

1. Redditività

Quanto valore economico genera?

2. Ritorno dell’investimento

In quanto tempo recupero il capitale investito?

3. Sostenibilità finanziaria

Come incide sulla liquidità?

4. Coerenza strategica

È realmente necessario per la crescita dell’impresa?

Un investimento fiscalmente conveniente non è necessariamente un buon investimento.

Allo stesso modo, un contributo a fondo perduto non rende automaticamente conveniente un progetto.

L’incentivo deve essere una leva della strategia, non il motivo per cui si decide di investire.


Il ruolo del business plan

Quando l’investimento è significativo, il budget di tesoreria dovrebbe essere integrato in un business plan.

Il business plan permette di analizzare:

  • andamento dei ricavi;

  • marginalità;

  • costi;

  • investimenti;

  • fabbisogno finanziario;

  • indebitamento;

  • flussi di cassa;

  • sostenibilità del progetto.

In questo modo l’imprenditore non valuta soltanto “quanto costa” un investimento, ma quanto valore può creare e come finanziarlo.


Tre domande prima di fare un investimento

Prima di firmare un ordine o chiedere un finanziamento, prova a rispondere a queste tre domande:

1. Quanto aumenteranno realmente i miei ricavi e i miei margini?

2. Quanto denaro assorbirà l’investimento nei prossimi 12-24 mesi?

3. Quale sarà il livello minimo di liquidità dell’azienda dopo l’investimento?

Se non conosci queste tre risposte, probabilmente è troppo presto per decidere.


La consulenza direzionale serve anche a questo

La consulenza direzionale non consiste soltanto nell’analizzare il bilancio quando l’anno è ormai terminato.


Serve soprattutto a supportare le decisioni prima che vengano prese.

In Studio Anchora affianchiamo le PMI nella:

  • pianificazione economico-finanziaria;

  • costruzione del budget;

  • elaborazione del budget di tesoreria;

  • analisi degli investimenti;

  • predisposizione del business plan;

  • valutazione delle fonti di finanziamento;

  • ricerca di strumenti di finanza agevolata;

  • implementazione del controllo di gestione.

L’obiettivo è aiutare l’imprenditore a rispondere a una domanda fondamentale:

“Se faccio questo investimento, dove sarà la mia azienda tra 12, 24 o 36 mesi?”

Perché investire è importante.

Investire senza pianificare, invece, può essere molto rischioso.


Vuoi capire quanto può investire la tua azienda?

Studio Anchora può aiutarti a costruire una simulazione economica e finanziaria dell’investimento, valutando impatto sulla redditività, liquidità e fabbisogno finanziario.

Prenota una consulenza gratuita e analizziamo insieme il tuo progetto.


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