Finanziamento aziendale: come scegliere la soluzione giusta per finanziare la crescita della tua impresa
- Studio Anchora

- 2 ore fa
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Non esiste il finanziamento migliore. Esiste quello più adatto al progetto.
Quando un’impresa decide di investire, la domanda più frequente è:
“Come posso finanziare questo investimento?”
Acquistare un macchinario, rinnovare gli impianti, digitalizzare l’azienda, assumere personale o aprire una nuova sede richiede infatti risorse finanziarie.
Ma utilizzare semplicemente la liquidità disponibile sul conto corrente non è sempre la scelta migliore.
Allo stesso modo, chiedere un finanziamento bancario senza aver prima analizzato il fabbisogno finanziario può creare problemi nei mesi successivi.
La scelta della fonte di finanziamento dovrebbe essere parte integrante della pianificazione finanziaria dell’impresa.
Le principali fonti di finanziamento per una PMI
Un’impresa può utilizzare diverse fonti per finanziare la propria crescita:
liquidità aziendale;
finanziamento bancario;
leasing;
finanziamenti agevolati;
contributi a fondo perduto;
Fondo di Garanzia PMI;
strumenti di finanza alternativa;
capitale dei soci.
La soluzione migliore dipende dal tipo di investimento, dalla dimensione dell’impresa e dalla sua capacità di generare cassa.
1. Utilizzare la liquidità aziendale
Se l’azienda dispone di liquidità sufficiente, utilizzare risorse proprie può sembrare la soluzione più semplice.
Ma attenzione.
Avere liquidità oggi non significa necessariamente potersela permettere di spendere.
Prima di utilizzare 100.000 euro per un investimento occorre verificare quale sarà il saldo di cassa nei mesi successivi.
Bisogna considerare:
incassi previsti;
pagamenti;
imposte;
stipendi;
rate dei finanziamenti;
capitale circolante;
altri investimenti programmati.
È qui che entra in gioco il budget di tesoreria.
2. Il finanziamento bancario
Il finanziamento bancario rimane uno degli strumenti più utilizzati dalle PMI.
Può essere adatto per:
investimenti produttivi;
acquisto di macchinari;
ristrutturazioni;
sviluppo commerciale;
esigenze di liquidità.
La banca, tuttavia, valuta la capacità dell’impresa di rimborsare il debito.
Per questo diventano importanti:
bilancio + cash flow + business plan + merito creditizio.
Una buona pianificazione finanziaria può rendere molto più chiara la sostenibilità dell’operazione.
3. Il Fondo di Garanzia PMI
Per alcune imprese può essere interessante ricorrere a un finanziamento assistito dal Fondo di Garanzia per le PMI.
La garanzia pubblica può facilitare l’accesso al credito e ridurre il fabbisogno di garanzie richieste all’impresa, secondo le condizioni previste dalla normativa vigente.
Questo strumento può diventare particolarmente utile quando l’impresa ha un progetto valido ma dispone di garanzie patrimoniali limitate.
La garanzia, però, non sostituisce la valutazione del merito creditizio.
La banca deve comunque verificare la sostenibilità del finanziamento.
4. I contributi a fondo perduto
Quando è disponibile un incentivo pubblico, il contributo a fondo perduto può ridurre significativamente il costo dell’investimento.
Ma attenzione a un errore molto comune:
non si dovrebbe realizzare un investimento solo perché esiste un contributo.
Prima bisogna capire se l’investimento è economicamente conveniente.
L’agevolazione dovrebbe essere una leva per accelerare un progetto che l’impresa avrebbe comunque interesse a realizzare.
5. Finanziamenti agevolati
Esistono inoltre strumenti che combinano:
finanziamento a tasso agevolato;
contributo a fondo perduto;
garanzie pubbliche;
altre forme di sostegno.
In Puglia il sistema regionale sta andando proprio verso una maggiore integrazione tra strumenti finanziari e crescita delle imprese. Il nuovo piano Puglia Moltiplica, ad esempio, prevede 360 milioni di euro di risorse pubbliche con l’obiettivo di attivare oltre 2,9 miliardi di euro di investimenti.
L’approccio è interessante perché sposta progressivamente l’attenzione dal semplice contributo pubblico alla capacità dell’impresa di attrarre e utilizzare correttamente diverse fonti finanziarie.
Il vero problema: quanto capitale ti serve?
Prima di scegliere lo strumento bisogna determinare il fabbisogno finanziario.
Supponiamo che una PMI voglia realizzare un investimento da 500.000 euro.
Il fabbisogno non necessariamente coincide con 500.000 euro.
Potrebbero essere necessari anche:
capitale circolante aggiuntivo;
scorte;
costi di avviamento;
formazione;
nuove assunzioni;
costi commerciali;
IVA e altre uscite non finanziate dall’agevolazione.
Il fabbisogno complessivo potrebbe quindi essere significativamente superiore al solo valore dell’investimento.
Il business plan serve anche per questo
Un business plan non è soltanto un documento da presentare alla banca o per partecipare a un bando.
È uno strumento per capire:
quanto investire, quanto finanziare e come restituire il debito.
Un buon piano dovrebbe evidenziare:
ricavi attesi;
costi;
EBITDA;
investimenti;
capitale circolante;
debito;
interessi;
cash flow;
posizione finanziaria;
capacità di rimborso.
In questo modo è possibile simulare diversi scenari.
Meglio utilizzare liquidità o chiedere un finanziamento?
Non esiste una risposta valida per tutte le imprese.
Facciamo un esempio.
Un’azienda dispone di 300.000 euro sul conto e deve investire 200.000 euro.
Potrebbe pagare tutto immediatamente.
Ma se nei successivi dodici mesi sono previsti:
150.000 euro di imposte;
100.000 euro di incremento del capitale circolante;
80.000 euro di altre uscite straordinarie,
utilizzare tutta la liquidità potrebbe essere rischioso.
Potrebbe essere più razionale finanziare una parte dell’investimento e conservare una riserva di liquidità.
La scelta deve essere fatta guardando avanti, non guardando soltanto il saldo bancario di oggi.
La domanda che ogni imprenditore dovrebbe farsi
Prima di chiedere un finanziamento, prova a rispondere a queste cinque domande:
1. Quanto costa realmente il progetto?
2. Quanto capitale mi serve complessivamente?
3. Quanto cash flow genererà l’investimento?
4. Quale rata posso sostenere senza compromettere la liquidità?
5. Esistono strumenti agevolati o garanzie pubbliche che possono ridurre il costo finanziario?
Se non hai una risposta chiara, probabilmente devi ancora fare un passaggio di pianificazione.
Finanza agevolata e finanza ordinaria non sono alternative
Uno degli approcci che utilizziamo in Studio Anchora è quello di combinare gli strumenti.
Un investimento potrebbe essere finanziato, ad esempio, attraverso:
capitale proprio + contributo pubblico + finanziamento bancario + garanzia pubblica.
L’obiettivo è costruire la struttura finanziaria più sostenibile per l’impresa.
Non semplicemente ottenere “il contributo più alto”.
Quando è il momento di chiedere aiuto?
Se la tua azienda sta valutando:
un investimento significativo;
un nuovo macchinario;
una nuova sede;
un’acquisizione;
una nuova linea produttiva;
un progetto di digitalizzazione;
un’espansione commerciale;
prima di chiedere un finanziamento è utile costruire una simulazione economico-finanziaria.
Ti permette di capire in anticipo:
quanto investire → quanto finanziare → quanto costa → quanto rende → quando genera cassa.
Studio Anchora: finanziare la crescita partendo dalla strategia
Lo Studio Anchora affianca le PMI nella valutazione e nella pianificazione degli investimenti attraverso:
business plan;
budget economico-finanziario;
budget di tesoreria;
controllo di gestione;
analisi del fabbisogno finanziario;
finanza agevolata;
assistenza nella ricerca delle fonti di finanziamento.
Il nostro obiettivo non è semplicemente trovare un finanziamento.
È capire quale struttura finanziaria permette alla tua impresa di crescere senza compromettere l’equilibrio economico e finanziario.
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