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Vuoi aprire un centro fitness? Con Resto al Sud 2.0 puoi ottenere un contributo a fondo perduto

24 ott
Tempo di lettura: 5 min

Hai meno di 35 anni e sogni di aprire una palestra? Potresti trasformare la tua passione per lo sport in una vera attività imprenditoriale, con il supporto di un incentivo pubblico.

Immagina un centro fitness moderno, specializzato in allenamento funzionale, personal training e piccoli gruppi. Un ambiente curato, attrezzature professionali, programmi personalizzati e un sistema digitale per gestire abbonamenti e prenotazioni.

Un progetto che richiede investimenti, pianificazione e una strategia commerciale. Ma che potrebbe trovare un sostegno in Resto al Sud 2.0, la misura gestita da Invitalia per favorire la nascita di nuove attività imprenditoriali nel Mezzogiorno.

Vediamo come potrebbe funzionare attraverso un esempio concreto.

Il protagonista e i numeri riportati di seguito sono ipotetici e hanno finalità illustrative. Non si tratta di un beneficiario reale né di un finanziamento già concesso.


La storia di Luca: dalla passione per il fitness a una nuova impresa

Luca ha 28 anni, vive in Puglia e da tempo coltiva l’idea di aprire un centro fitness tutto suo.

Dopo aver lavorato nel settore sportivo, ha individuato un’opportunità: creare uno spazio dedicato a chi desidera allenarsi con programmi personalizzati, senza necessariamente iscriversi a una grande palestra tradizionale.

Il progetto prevede:

  • una sala attrezzata per allenamento funzionale e potenziamento muscolare;

  • percorsi di personal training e allenamenti in piccoli gruppi;

  • pacchetti di abbonamento flessibili;

  • prenotazioni e pagamenti attraverso strumenti digitali;

  • collaborazioni con professionisti qualificati, nel rispetto delle competenze richieste.

Luca ha già individuato alcuni locali potenzialmente idonei, ma si trova davanti al problema principale: come finanziare l’investimento iniziale senza compromettere la sostenibilità economica dell’attività?

È a questo punto che valuta Resto al Sud 2.0.

Resto al Sud 2.0: quanto puoi ottenere per aprire un centro fitness?

Resto al Sud 2.0 sostiene l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali nel Mezzogiorno, anche nei servizi alle persone, purché l’attività e il progetto rispettino le condizioni previste dalla misura.

Possono accedere i giovani che hanno compiuto 18 anni e non hanno ancora compiuto 35 anni, in presenza degli ulteriori requisiti richiesti, legati anche alla situazione occupazionale e alle condizioni soggettive previste dalla normativa.

Le agevolazioni comprendono:

  • Voucher a fondo perduto fino a 40.000 euro, elevabile a 50.000 euro nei casi previsti.

  • Contributo a fondo perduto del 75% per programmi di investimento fino a 120.000 euro.

  • Contributo a fondo perduto del 70% per programmi di investimento superiori a 120.000 euro e fino a 200.000 euro.

La forma di agevolazione più adatta dipende dalle caratteristiche del progetto, dall’importo degli investimenti e dalle regole applicabili. Non tutte le spese necessarie ad aprire e gestire una palestra sono finanziabili.

Quanto costa aprire un centro fitness? Un esempio di investimento

Ipotizziamo che Luca voglia realizzare un centro fitness con un investimento complessivo di 100.000 euro.

Investimento ipotizzato

Importo

Attrezzature fitness e macchinari professionali

€40.000

Pavimentazione tecnica, arredi e allestimenti

€15.000

Interventi di adeguamento dei locali

€20.000

Software gestionale e sistemi di prenotazione

€5.000

Altre attrezzature e dotazioni funzionali

€20.000

Investimento complessivo

€100.000


Gli importi sono indicativi e dovrebbero essere sostituiti da preventivi reali. Anche l’ammissibilità delle singole voci deve essere verificata: le attrezzature devono rispettare le condizioni previste, mentre le opere edili sono ammissibili soltanto per il contributo destinato ai programmi di investimento e nel limite del 50% delle spese ammesse.

Non sono invece finanziabili, tra le altre voci, i canoni di locazione, il personale e le utenze.

E se il progetto ottenesse un contributo del 75%?

Supponendo che tutti i 100.000 euro siano riconosciuti ammissibili e che venga applicata la percentuale del 75%, la simulazione sarebbe questa:

Voce

Importo

Investimento ammesso ipotizzato

€100.000

Contributo teorico del 75%

€75.000

Quota non coperta dal contributo

€25.000

L’esempio mostra come l’agevolazione potrebbe ridurre sensibilmente il capitale necessario per avviare l’attività.


Attenzione, però: 75.000 euro non sono un contributo garantito. L’importo effettivo dipende dall’ammissione del progetto, dalle spese riconosciute e dalle condizioni applicabili. La quota non coperta deve essere pianificata, così come le risorse necessarie per sostenere i costi di gestione nei primi mesi.

Il vero punto: una palestra deve essere sostenibile, non soltanto finanziabile

Ottenere un contributo è importante, ma non basta. Una volta aperto il centro, Luca dovrà pagare l’affitto, le utenze, le assicurazioni, il personale eventualmente necessario, la manutenzione delle attrezzature e le spese commerciali.

Per capire se il progetto può funzionare, occorre costruire un piano economico-finanziario.

Immaginiamo, a titolo puramente esemplificativo, che il centro raggiunga 180 iscritti con un ricavo medio mensile di 45 euro per iscritto.

Il fatturato mensile teorico derivante dagli abbonamenti sarebbe:

180 iscritti × 45 euro = 8.100 euro al mese.

Il dato non rappresenta l’utile. Da questi ricavi bisogna sottrarre i costi operativi, considerare eventuali imposte e contributi, valutare la stagionalità e verificare se il prezzo medio sia coerente con il mercato locale.

Inoltre, il numero di iscritti va costruito nel tempo: non è realistico presumere di raggiungere immediatamente il livello di regime.

Prima di investire, Luca dovrebbe quindi rispondere a quattro domande:

  1. Quanti potenziali clienti vivono o lavorano nella zona?

  2. Quante palestre e studi fitness sono già presenti e come si differenziano?

  3. Quanti iscritti servono per coprire i costi mensili?

  4. Quanta liquidità occorre per affrontare il periodo di avviamento?

È qui che un business plan diventa uno strumento concreto per prendere decisioni, e non soltanto un documento da allegare alla domanda di finanziamento.

Perché puntare su un centro fitness specializzato?

Il mercato offre opportunità, ma anche concorrenza. Un centro di piccole dimensioni può provare a distinguersi attraverso la qualità del servizio, la vicinanza al cliente, la flessibilità degli abbonamenti e l’attenzione alla fidelizzazione.

Per Luca, la strategia potrebbe essere quella di concentrarsi su un segmento preciso: allenamento funzionale, personal training o programmi in piccoli gruppi.

La scelta dovrebbe però derivare da un’analisi del territorio e dei potenziali clienti, non soltanto da una tendenza del momento.

Prima di avviare l’attività andrebbero inoltre verificati i requisiti urbanistici, igienico-sanitari e amministrativi dei locali, gli adempimenti necessari e le eventuali qualifiche richieste per i servizi offerti.

Studio Anchora: dal progetto al business plan

Se stai pensando di aprire una palestra, uno studio fitness o un’altra attività imprenditoriale, Studio Anchora può aiutarti a valutare l’opportunità e a costruire un progetto coerente con le tue risorse e i tuoi obiettivi.

Il percorso parte dall’analisi dell’idea e comprende:

  • verifica preliminare dei requisiti per accedere all’incentivo;

  • definizione del programma degli investimenti;

  • costruzione del business plan e delle previsioni economico-finanziarie;

  • valutazione della sostenibilità economica e del fabbisogno di liquidità;

  • supporto nella predisposizione della documentazione e della domanda.

Hai meno di 35 anni e vuoi aprire un centro fitness in Puglia?

Non partire soltanto dal contributo disponibile. Parti dal progetto, dai clienti che vuoi raggiungere e dai numeri che possono rendere sostenibile la tua attività.


Le condizioni di accesso, le spese ammissibili e le agevolazioni devono essere verificate sulla documentazione ufficiale vigente di Invitalia prima della presentazione della domanda.

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